Undicimaggio

Undicimaggio

Undicimaggio.

Lo scrivo tutto attaccato da un anno a questa parte.

Perché in fondo il tempo non è altro che un fluire di attimi che si tengono per mano, così vicini che dove finisce uno inizia l’altro.

Quel fluire va, nonostante te.

Nonostante tutto. Nonostante niente.

C’era una nuvola nel cielo un attimo fa, ma adesso non c’è più.

Se n’è andata via assieme al vento.

C’era il canto triste di un passero da qualche parte là in fondo fra i rami, ma non lo sento più.

Si è perso in mezzo al vento.

C’era un fiocco verde che si agitava attaccato al palo, ma adesso è muto.

Forse di vento ora ha la bocca piena.

Tutto intorno c’era silenzio, c’era ombra, c’era anche con il sole.

E ci sono ancora.

E c’è ancora il tuo sorriso fermo sopra questo marmo immobile.

Oggi non voglio fare rumore.

Oggi mi sento già ombra, continuo a essere silenzio, sono diventato marmo.

Oggi non voglio fluire.

Mi risveglio domani appena il vento tornerà a bussare.

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papaconl

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