Se consideri le colpe

Se consideri le colpe

Ci sono sofferenze che riescono a penetrare in profondità e che scavano a poco a poco cuore, polmoni e pancia.

Rimangono lá in fondo, schiacciate dal vuoto che hanno lasciato dietro di sè.
Quelle sofferenze corrodono la carne, corrodono i sorrisi, le unghie e le carezze, lasciando buchi che non si rimarginano più.
E a volte nemmeno la morte riesce a metterci una pezza. Nemmeno la morte che mette tutti d’accordo perché non dà replica, la morte che muove a pietà, la morte che chiude le colpe dentro a sei assi di legno e lascia ai vivi il ricordo più bello da conservare e, spesso, da abbellire con la fantasia.
Perché ci sono sofferenze che diventano esse stesse vuoti, a cui rimangono attaccati brandelli di sopravvivenza. Vuoti che diventano le casse di risonanza preferite del dolore, delle speranze tradite, delle attese interminabili.
Vuoti che con il tempo diventano odio e poi indifferenza.
Ecco, quelle sofferenze non le placa nemmeno la morte. Nemmeno se la morte è diventata tua madre.
Se consideri le colpe, Andrea Bajani.

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papaconl

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