Rotolando verso Sud

E La punto di Rafé con duecentocinquantamila chilometri sul groppone e chissà quanti altri fatti sparire.

E Il cornicione della pizza ripieno di ricotta.

E Mimmo che è contento di aver trovato ‘a fatica in fabbrica per dodici ore al giorno a seicento euro al mese.

E la stazione di Mergellina vuota e imponente a pochi passi da quel Golfo che é un abbraccio lungo come l’orizzonte di un blu potente e calmo.

E i venditori di cozze che fanno la pennichella chiudendo solo un occhio.

E la mozzarella di bufala che scricchiola sotto i denti.

E il mendicante che in metropolitana ti chiede un contributo dato che é trent’anni che si guadagna da vivere onestamente.

E le macchine senza specchietti che suonano ad ogni incrocio.

E Maria Assunta che vuole essere chiamata Assunta perché porta bene, perché essere disoccupata è un casino qui da noi.

E la brioche che è tonda, mentre il cornetto è a mezza luna e il caffè è bollente.

E il cameriere di quindici anni che invecchia nel suo gilet color panna che ti ringrazia per la mancia e ti dà del voi.

E poi il Vesuvio che ti porta in mezzo al cielo e ti fa vedere che le cose, dall’alto, le puoi tenere tutte nel palmo della mano e fanno meno paura.

Non sono i posti in cui sono nato, ma di sicuro sono i posti da cui provengo.

Sud.

papaconl

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