La paranza dei bambini

Vattere non vuol dire solamente picchiare. Vattere è lasciare un segno sulla pelle di qualcuno a cui vogliamo bene e a cui siamo legati.

Allo stadio ci si prende a mazzate. In certi rioni, invece, ci sono madri che vattono.

Vattono perché vorrebbero scacciare con le mani e con le unghie i brutti pensieri che corrono

nelle teste di certi figli.

Certi figli che la scuola è una perdita di tempo.

Certi figli che giocano alla playstation e poi si mettono le revolver dentro i pantaloni cariche ‘e botte.

Certi figli che meglio ammazzare prima di morire ammazzati.

Certi figli che si mettono ancora il pigiama per andare a dormire ma tirano di coca.

Certi figli che pensano che ‘a fatica è pe’ i strunzi, mentre loro voglio avere soldi e potere, cellulari e

vestiti alla moda, sopracciglia ad ali di gabbiano e scooter guizzanti.

Ecco questi figli le madri li vattono perché sanno che la loro fine è tre metri sotto terra.

Li vattono forte, senza che loro reagiscano, naturalmente.

C’è una forma di amore in questa violenza.

Una violenza che però è già stata trasmessa dai palazzi scalcinati, fitti come una giungla, dove vince solo il più forte, finché non arriva uno più forte di lui.

Una violenza che separa i fottitori dai fottuti.

Una violenza che è già entrata in circolo, che è pompata dal crack e dalla musica sintetica, e che diventa l’unico codice per capire in poco tempo dove sta il giusto e dove sta il torto.

Una violenza che è l’unica lingua che si parla quando si deve far rispettare la regola.

Perché una società in cui la regola non viene rispettata si corrompe e tende a marcire.

Perché una società che non sa risolvere i conflitti si sfalda, si lacera e tradisce.

Il rispetto della regola è sopra ogni cosa. E quindi si scende a patti, a giuramenti fatti con il sangue.

‘O Maraja lo sa questo.

‘O Maraja è un fanatico del giuramento.

‘O Maraja è intransigente.

E allora infligge punizioni senza pietà a tutti quelli che sgarrano, perché chi comanda

deve incutere timore. Perché solo se è temuto sarà rispettato.

Come alla sorella di Drone costretta a calpestare il suo onore per salvare la vita al fratello.

Come all’amico fraterno di Dentino.

Come al tabaccaio. Al commerciante. Al vicino di casa.

Ci vuole tanta violenza anche nelle parole.

Devi stare come un cesso. Ti scasso la capa. Adda murì fratemo.

Perché ci vuole un linguaggio che richiami al sangue, all’esecuzione, alla sottomissione, al cazzo.

Perché anche da come si parla si deve capire chi comanda.

E così un gruppo di giovani ragazzi prova a scalare le gerarchie con

l’obiettivo di diventare padroni del loro territorio.

Perché la gente abbassi lo sguardo quando passano, in segno di rispetto

Perché la gente abbassi lo sguardo quando passano, in segno di paura.

Loro che sono muccusielli e pisciatielli ma hanno già capito come gira il mondo.

La paranza dei bambini, Roberto Saviano.

papaconl

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